santagiuliafacciataIl nome di Centaura è antichissimo. Due sono le etimologie che si danno a questo nome. Alcuni lo fanno derivare dalla sua ubicazione aperta a tutti i venti «a cent'aure ». Questa è l'etimologia popolare più pittoresca, accolta bene anche da storici in quanto la più verosimile.

Altri invece lo derivano da Santa Gulia, Santa titolare della parrocchia omo­nima, da cui in successo di tempo le varie denominazioni: Santa Giulia, Santa Anna, Centauria, Centura, Centaura.

È situata in gran parte sul mezzo­giorno, lungo il dorsale della collina omonima: dal mare fino al monte Ca­penardo (m 600).

Attualmente con circa 500 abi­tanti. Ormai si è abbandonata l'escavazione e la lavorazione delle ardesie.

I Nobili
Dalla villa di Centaura ebbero origine i Deambrosini i quali poi si trasferirono a La Spezia. Domenico Deambrosini di S. Giulia è ricordato dal Federici nel 1440: Niccolò è accennato come testi­monio nel 1417. Agostino e Visconte d'Ambrosini di S. Giulia indicono un contratto con Jacopo Zignago nel 1476. Niccolò e Antonio Deambrosini di S. Giulia figurano nel giuramento fatto al duca di Milano nel 1488.

Abbiamo anche i ruderi di antichi castelli e palazzi nobiliari.

Il più antico è quello detto «della Chiesa» sito in Alto Marino in località « caveu» . Fu fatto edificare da un certo Piaggio, giureconsulto genovese. Costui morendo ne legava il reddito alla Chiesa parrocchiale di S Giulia affinchè ser­visse di patrimonio alla cappella di S. Giovanni Battista e fossero celebrate S. Messe a suffragio della sua anima.

Gli eredi adempirono per alcuni anni al legato, poi ne trascurarono l'adem­pimento. Il Rettore di Centaura inter­venne decisamente e li obbligò con de­creto giudiziario a cederne la proprietà nel 1787 alla Chiesa parrocchiale. Fu dato in locazione perpetua a Lazzaro Lanata fu G. B. nel 1792. Nel 1868 poi Giacomo Lanata riscattò la casa posta in località «caveu» investendone il ca­pitale sborsato in un certificato nomina­tivo di rendita. La casa ebbe il nome di «casa delle anime».

Tale denominazione ebbe origine dal fatto che la casa costituiva un legato a suffragio delle «anime» dei defunti. In seguito sorse la tradizione popolare degli spiriti e delle streghe.

Scendendo verso i Cavi troviamo il palazzo dei Giustiniani in abbandono e rovinato. Esso passò dai Giustiniani, ai Grimaldi, ai Solari, ed ora appartiene ai Costa - Zenoglio.

Altro palazzo è quello degli Oneti, passato poi ai Colombi; prima era ap­partenuto alla famiglia Rivarola: ivi morì Antonio Rivarola il quale fu seppellito nella Chiesa parrocchiale con lapide marmo­rea. Questo palazzo servì per qualche tempo di villeggiatura al generale Milland, uno dei capi dell'esercito di Napoleone I.

Altro palazzo antico è quello di Elisa­betta Sivori; la casa è stata trasformata da Felice Sivori; ora appartiene agli eredi.

Vicino a questo palazzo si scorge una lunga fila di casupole: si dice che anti­camente fossero adibite per stalle ai muli e per alloggio ai mulattieri quando la vicina città di Sestri L. faceva un attivo commercio col Piacenti no attraverso le montagne.

Nel territorio della parrocchia si ve­dono inoltre tracce di antiche torri, costruite certamente in difesa contro i Turchi.

Una delle maggiori era situata presso la Chiesa parrocchiale: se ne vedono tracce lungo i muri a scarpata che so­stengono il piazzale della Chiesa.

Un'altra detta «dei Gessini» era posta sulla strada per Barassi: dicesi fabbri­cata da un certo Gessini di Centaura medico in Genova; a questa torre era unito un palazzo di villeggiatura.

C'era anche la torre detta «dei Merli» posta vicino al palazzo dei Colombi costruita in difesa dai Saraceni: ora è ridotta ad abitazione di villici.SantaGiuliaaltarepic

Cappelle
Scendendo verso i Cavi s'incontra una cappella dedicata a S. Michele,' S. Ignazio e S. Francesco Saverio. unita per mezzo di un ampio viale con l'antico palazzo dei Giustiniani. La sua origine risale ai primi anni del secolo XV. Una lapide posta sulla porta ci ricorda che la chiesuola distrutta dai Barbareschi nei primi anni del 1600 fu riedificata l'anno 1649 dal patrizio genovese Giustiniani Antonio.

Disgraziatamente ora attende che altra mano pietosa la faccia risorgere dalle ingiurie recate dal tempo e dall'incuria dei suoi padroni.

Del resto la cappella non ha a dolersi se rimira il palazzo ad essa attiguo, or­mai in rovina.

Salendo verso la Crocetta trovasi in località «carmu» una cappellina o «mi­sterio» eretta nel 1933 dalla famiglia Raggio Davide in onore della S. Titolare in segno di perenne gratitudine per gra­zia straordinaria ricevuta.

La cappellina venne costruita dallo stesso Raggio Davide: il bassorilievo in marmo riproducente il martirio della Santa venne ricavato dal bassorilievo del misterio esistente nel quartiere di Marino. In località Rigone trova si un pilastro dedicato a S. Giulia costruito nel 1911 con pubblica sottoscrizione.

Ecco il testo della lapide commemorativa :

QUI VENNE RITROVATA L'INSIGNE RELIQUIA DI S. GIULIA CHE MANO AUDACE GETTAVA NELLA PIANA SOTTOSTANTE DOPO RIPARTITO IL BOTTINO DEL SACRI LEGO FURTO CONSUMATO NELLA CHIESA PARROCCHIALE LA NOTTE DEL 14 MARZO 1911

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In memoria i frazionisti di Rigone posero questo ricordo.

Anche in località Marino trovasi un «misterio» dedicato a S. Giulia. E' il più antico di tutti: si dice sia stato co­struito dai lavoratori delle cave di ardesie.

Effettivamente era posto ad un crocevia molto frequentato, passaggio obbligato per chi volesse recarsi nelle cave prin­cipali e sopratutto per quelle donne che infaticabilmente portavano ardesie nella vicina Lavagna. Essendo il pilastro rima­sto per lunghi anni esposto alle intem­perie era ormai cadente e bisognoso di riparazione.

In occasione di questo Centenario i frazionisti di Marino con gesto che alta­mentente li onora vollero ricostruire il pilastro in località più idonea. Non es­sendo l'antica mulattiera ormai più frequen­tata si ricostruì l'edicola nel piano sot­tostante. Identico resta il bassorilievo in marmo.

Anche in località Fondache trova si il tradizionale pilastro riproducente l'immagine di S. Giulia.

Fu eretto dai frazionisti onde poter deviare il percorso delle Rogazioni dalla frazione di Rigone fino alla Fondache.

Anche di località Senasi c'è un'imma­gine Sacra: contiene una pittura su ta­vola riproducente la S. Croce. Fu ese­guita nel 1944 in seguito alla sacrilega distruzione dell'antica immagine su ardesia. In località Rigone è situata una cap­pella dedicata a S. Domenico. Costruita da Berisso Domenico per celebrarvi la festa del Santo. In seguito la festa fu sospesa.

Quasi sulla sommità della «colla» il Signor Francesco Verme da Torino fece portare nel settembre del 1949 un pesante simulacro della Madonna della Vittoria. I baldi giovinotti di Centaura, pieni di forza e d'ardire entusiasticamente si pre­starono al trasporto del gravoso masso di 4 quintali.

L'immagine fu solennemente benedetta il 3 ottobre 1949: tutto il popolo vi si recò processionalmente.

 

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